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giovedì 5 giugno 2014

I Demoni - La scrittura.

Alla fine del giorno, quando le scorie del mio vivere quotidiano si sono depositate negli anfratti delle ore trascorse, si svegliano i demoni.
Il mio primo demone mi aspetta lì, sulla soglia della stanchezza per incontrare quella parte di me che non risponde alle leggi della razionalità, ma che trascende. Risponde alla chiamata dell'anima che domanda se si sia esaurita così la mia lunga giornata, costellata di cento cose e di molto più numerosi pensieri. Come se mancasse qualcosa, come se ci fosse una stanza ancora in cui gettare lo sguardo prima di regalarsi il riposo.
Il mio primo demone è quello della scrittura e con sé porta una valigia carica di parole dalle quali può far nascere un pensiero, anche solo un'immagine o l'embrione di una storia. Questo demone mi abita da sempre, ma si risveglia solo quando la mia anima è pronta a creare, dopo lunghi periodi silenti.
Le parole sono come l'argilla, però già carica dei colori che si desidera usare. La scrittura è costruzione, immaginazione e suono. È la più straordinaria possibilità di trasformare un concetto in emozione. L'emozione dello scrivere si riverbera nel rileggere ciò che abbiamo prodotto e nell'osservare, in questo, la nostra anima uscire da noi, prendere forma e regalarsi alla vita degli altri.



mercoledì 4 giugno 2014

Come ombre cinesi

C'è uno spazio di questo strano museo, che si può visitare solo volando. Ben sopra alle teste di qualunque umano che volesse restare con i piedi per terra, si può volteggiare come se al posto delle braccia si avessero ali agilissime. Dall'alto, come ombre cinesi proiettate su un muro, si vedono i sogni di una persona alla ricerca di sé, curiosa, carica di aspettative e affamata di possibilità.
"Che ne farò della mia vita?" si chiede il giovane osservando le tante ombre sul muro, incerto tra le infinite possibilità che il mondo gli prospetta. Sente che sarà il suo lato creativo e un po' folle, legato all'arte e alla conoscenza, a guidarlo nella direzione giusta. Eppure, quando cammina con i piedi ben saldi a terra, il selciato delle strade che percorre non prevede nulla di particolarmente fantasioso. Solo certezze da toccare con mano. La distanza tra l'uomo che cammina e la sua ombra proiettata sul muro definisce il senso di realizzazione di questa persona. Come raggiungere l'ombra? Come vivere i sogni?
Con i piedi per terra i sogni restano troppo in alto. Bisogna saper volare e, dunque, sognare.
I sogni si affollano nella mente di chi crea. E per creare qualcosa bisogna farlo nel bello, come diceva Diotima a Socrate. Bisogna creare nel senso di completezza di sé, che deriva solo da una tensione che è passione. Amore in senso ampio. Nell'incompletezza si è tristi, seri, insoddisfatti. In amore così come nella creazione si è prossimi al bello, al bene e alla propria parte mancante. Tutto ciò va oltre ogni concetto morale. Ma ci sarebbe tanto da riscrivere, nel libro di ciò che è socialmente considerato giusto.
Amore è la figura che genera le ombre cinesi, tra la luce ed il muro. La sostanza dei sogni.


domenica 1 giugno 2014

La stanza segreta

La stanza di partenza è vuota, tutto è racchiuso in una piccola valigia che contiene il microcosmo in cui mi riconosco e al quale chiedo sicurezza. Dove sarò domani? Cosa vedranno i miei occhi? L'innata, inappagabile ed irrequieta curiosità della mia anima è assetata di orizzonti inediti da leggere con lo sguardo, di profumi di cui distillare il ricordo, di raggi di sole che taglino le nubi per accarezzarmi la pelle.
Il viaggio serve per colmare un vuoto, una distanza fisica o spirituale da qualcosa che ci appartiene e che si trova altrove e che vogliamo raggiungere, spesso senza nemmeno conoscerne l'ubicazione o le fattezze. Questo vuoto che la nostra vita ci manifesta, rimane rinchiuso in una nostra stanza segreta assieme a tutte le cose che fanno di noi delle persone incomplete.
La chiave di quella stanza è in nostro possesso, ma quasi mai riusciamo ad utilizzarla. Più spesso sono  altri ad accedervi, a spalancare quella porta e colmare quel vuoto. Ma ciò può accadere davvero poche volte nella vita. Pochi, pochissimi viaggi raggiungeranno la destinazione ricercata. La maggior parte delle volte ci si troverà semplicemente altrove. 
La stanza di arrivo, quando la destinazione è quella ricercata, non ha bisogno di bagagli. Tutto è già li che ti aspetta, da sempre. 
Occorre solo esserci.


Qui riprodotta: veduta su tela di Massimo De Carolis - 1993.