Non c'era mai stato uno spazio adeguato per dare un senso ed una definizione alle cose, poiché la vita reclamava una continua azione. Eppure sono sempre stato convinto che la vita meritasse più attenzione. Ho imparato così a rallentare e dedicarmi a fissare il cielo, le nuvole, gli occhi che mi regalano luce e calore, le cose più ordinarie e straordinarie che fanno da scenario o rappresentano la sostanza stessa delle mie giornate, che senza questi elementi sarebbero state una mera sequenza di adempimenti pratici. Riflessione, attenzione, amore.
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lunedì 8 settembre 2014
Disciplina
Mille cose affollavano le mie giornate, così ricche di pensieri da non permettere un attimo di autentica presa di distanza. Diventava difficile mettere in fila le stesse parole che continuavano a turbinare nella mia testa e che reclamavano spazio per uscire, diventare concetti, immagini, situazioni, emozioni e connettersi sulle mie pagine di scrittura.
mercoledì 3 settembre 2014
Nella mia tavolozza: il giallo.
Chiudi gli occhi. Immagina un colore che occupi lo spazio dei tuoi pensieri. Focalizza le immagini che esso ti proietta dentro. Viaggia in quel colore.
Chiudo gli occhi. Il giallo si accende. Ok. Colore di calore, simbolo dell'estate di cui sono figlio, rappresenta la luce e la luce mi rappresenta in pieno, per cui sono io il giallo, il sole, la luce. Bene. Cosa riesco a vedere? In questo colore mi fondo lasciando la razionalità altrove. Scorgo sfumature d'albe e tramonti un po' ovunque, pennellate di campi di girasoli tra Salon e St Remy de Provence, le siepi di mimose di Bordighera, la carbonara di Via Rasella, il battito d'ali di un canarino, il limone solitario nella natura morta di Cezanne, le palle da tennis appena uscite dalla lattina nuova, la polpa dolce di un ananas, la luna color zafferano che illumina certe notti di giugno, le notti in cui anche il buio trasmette luce e calore. Gli occhi sorridenti che si accendono sui miei, dipingono di giallo la mia anima e mi cullano in questi pensieri dolci, colorati e caldi. In questa doccia emozionale lavo via i pensieri di ogni altro colore, perché questo codice racconta di trame intricate di cui la mia vita è intrecciata, ma soprattutto disegna il raggio di sole che buca le nubi dopo una lunga tempesta, il sole provenzale che mi illumina, mi conduce e mi restituisce alla vita.
Chiudo gli occhi. Il giallo si accende. Ok. Colore di calore, simbolo dell'estate di cui sono figlio, rappresenta la luce e la luce mi rappresenta in pieno, per cui sono io il giallo, il sole, la luce. Bene. Cosa riesco a vedere? In questo colore mi fondo lasciando la razionalità altrove. Scorgo sfumature d'albe e tramonti un po' ovunque, pennellate di campi di girasoli tra Salon e St Remy de Provence, le siepi di mimose di Bordighera, la carbonara di Via Rasella, il battito d'ali di un canarino, il limone solitario nella natura morta di Cezanne, le palle da tennis appena uscite dalla lattina nuova, la polpa dolce di un ananas, la luna color zafferano che illumina certe notti di giugno, le notti in cui anche il buio trasmette luce e calore. Gli occhi sorridenti che si accendono sui miei, dipingono di giallo la mia anima e mi cullano in questi pensieri dolci, colorati e caldi. In questa doccia emozionale lavo via i pensieri di ogni altro colore, perché questo codice racconta di trame intricate di cui la mia vita è intrecciata, ma soprattutto disegna il raggio di sole che buca le nubi dopo una lunga tempesta, il sole provenzale che mi illumina, mi conduce e mi restituisce alla vita.
lunedì 1 settembre 2014
Due punti distanti
Nel bianco stanco dei miei occhi e nell'incerto colore del mio iride si specchia il mio mondo, giorno dopo giorno, istante dopo istante. Coerente nella sincerità, il mio sguardo sulle cose non ha potuto fare altro che seguire la metamorfosi non lineare della mia esistenza lungo il cammino della mia vita. Ogni passo sposta il punto di vista e ciò che appare in ombra sotto una certa angolazione, in un dato momento, dopo un certo cammino può apparire in piena luce e rivelarsi altro, rivelarsi vero.
Quante certezze inattaccabili ho demolito nel tempo? Quante convinzioni ho dovuto ammettere che fossero sbagliate? Tante, certamente troppe perché non possa ritenermi una persona inquieta. Ma la coerenza è sempre rimasta inalterata nell'ostinazione del ricercarsi. Per trovarsi e non rinnegarsi più. Per vivere in grande pienezza la verità della luce che unisce due punti distanti, ma inesorabilmente uniti in uno stesso disegno, senza ciascuno dei quali, il tutto resterebbe intollerabilmente incompleto.
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